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COMMENTO DEL GIORNO · FONTI + VOCE DEI CITTADINI + ANALISI

ANCORA CINQUE SETTIMANE ALLE ELEZIONI: CHE COSA PUÒ LASCIARE L’AMMINISTRAZIONE AI SUCCESSORI?

Le ultime settimane del mandato non fermano il Comune. Richiedono però una risposta chiara: perché decidere proprio ora su scelte di lungo periodo e chi ne sosterrà le conseguenze?
COMMENTO DEL GIORNO
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Alle elezioni amministrative mancano ancora circa cinque settimane. Il mandato dell’attuale Consiglio comunale e del sindaco, però, non è per questo già terminato. Il Comune deve funzionare, i consiglieri devono decidere, i progetti non possono semplicemente fermarsi per un mese.

Ma proprio le ultime settimane del mandato aprono una questione più importante di ogni singolo punto all’ordine del giorno:

Dove finisce la gestione ordinaria del Comune e dove cominciano le decisioni le cui conseguenze ricadranno sulla prossima amministrazione?

La 36ª seduta ordinaria del Consiglio comunale di Pirano, in programma domani, è un buon esempio di questa domanda.

Davanti ai consiglieri non ci sono soltanto formalità amministrative. Decideranno sulle locazioni brevi degli alloggi, sul prolungamento degli orari di apertura dei locali, sul futuro dell’area di Fiesso, sul progetto di approvvigionamento idrico dell’Istria slovena, sul patrimonio comunale e su altre questioni i cui effetti possono andare ben oltre il 15 novembre.

E questo, di per sé, non ha nulla di sbagliato.

Il mandato dura fino alla sua conclusione, non fino all’inizio della campagna elettorale.

Ma più si avvicinano le elezioni, maggiore dovrebbe essere anche la responsabilità politica nelle decisioni che vincolano il Comune nel lungo periodo.

LA DOMANDA NON È SE POSSANO DECIDERE

Certamente possono.

La domanda più interessante è su che cosa sia opportuno decidere a ridosso delle elezioni.

Se si tratta di un intervento urgente, di una scadenza di legge, di un progetto che perderebbe i finanziamenti a causa di un rinvio oppure di una decisione per cui l’attesa danneggerebbe il Comune, non decidere sarebbe persino irresponsabile.

Diverso è il caso delle decisioni non urgenti che stabiliscono la direzione dello sviluppo, obblighi a lungo termine o la disposizione di una parte importante del patrimonio comunale.

In questi casi è legittimo chiedere:

Perché adesso?

E soprattutto:

Perché non dovrebbe decidere l’amministrazione che, fra poche settimane, sarà anche politicamente responsabile delle conseguenze di queste scelte?

LE ELEZIONI NON DEVONO FERMARE IL COMUNE

Esiste anche un altro pericolo.

Se ogni volta, alcuni mesi prima delle elezioni, congelassimo automaticamente tutte le decisioni più importanti, paralizzeremmo di fatto il Comune. I progetti si fermerebbero, gli investimenti resterebbero in attesa e la gestione si piegherebbe al calendario della campagna.

Nemmeno questa è una buona democrazia.

Perciò il confine non può essere una data.

Il confine deve essere la trasparenza.

Per le decisioni più importanti alla fine del mandato, i cittadini dovrebbero sapere chiaramente:

che cosa si approva, perché si decide proprio adesso, quali saranno le conseguenze a lungo termine e se esista una ragione per cui la decisione non possa attendere alcune settimane.

DOMANI NON CONTERÀ SOLTANTO CHE COSA SARÀ APPROVATO

Conterà anche chi voterà a favore di che cosa.

La campagna elettorale, infatti, non consiste soltanto in slogan, fotografie dei candidati e promesse su ciò che faranno un giorno.

Per chi oggi siede già in Consiglio comunale, la campagna è anche la storia dei propri voti.

Come ha deciso quando la decisione era davvero davanti a sé.

La seduta di domani è dunque interessante anche per un’altra ragione.

Potrebbe essere uno degli ultimi momenti di questo mandato in cui potremo valutare i futuri candidati sulla base non di ciò che promettono, ma di come decidono.

E per l’elettore questo è generalmente un dato molto più utile.

PIRANO SCEGLIE