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COMMENTO DEL GIORNO · FONTI + VOCE DEI CITTADINI + ANALISI

Quando i sacchi di sabbia non bastano più: Pirano ha un piano per l’acqua?

Nessun sindaco può fermare un nubifragio. Il Comune può però evitare che ogni pioggia intensa ci sorprenda come se l’acqua fosse comparsa per la prima volta.
COMMENTO DEL GIORNO
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Nessun sindaco può fermare un nubifragio. Il Comune può però evitare che ogni pioggia intensa ci sorprenda come se l’acqua fosse comparsa per la prima volta.

A Pirano abbiamo un rapporto particolare con l’acqua.

D’estate la ammiriamo. In autunno la pompiamo via.

Quando riposa nel golfo è un panorama. Quando arriva contemporaneamente dal cielo, lungo le strade e oltre il margine del mare, diventa un problema per la Protezione civile, i vigili del fuoco, i servizi comunali, i residenti e per tutti coloro che vorrebbero raggiungere il lavoro, tornare a casa o almeno attraversare la strada.

Durante gli ultimi nubifragi è accaduto proprio questo: la pioggia intensa ha coinciso con l’alta marea. Le acque meteoriche e marine si sono unite e il pompaggio non è più bastato. Dal Comune è arrivata anche una spiegazione molto diretta: in condizioni così estreme, nemmeno i sacchi di sabbia sono più sufficienti.

È una constatazione onesta.

Ma proprio per questo la domanda successiva deve essere: che cosa serve?

Un sacco di sabbia è un primo soccorso. Non è una politica di sviluppo.

Non si può vietare un nubifragio con un’ordinanza. Non si può intimare al mare di fermarsi qualche centimetro più in basso. Il Comune può però conoscere i propri punti critici, verificare la capacità degli scarichi, mantenere la rete delle acque meteoriche, monitorare i versanti, progettare bacini di ritenzione e stazioni di pompaggio e proteggere in tempo le strade, le vie e gli edifici più esposti.

Soprattutto, può mostrare pubblicamente tutto questo.

Dove si trovano i punti più a rischio a Pirano, Portorose e Lucia? Quali possono essere sistemati rapidamente? Dove servono interventi più importanti? Quanto costeranno? Chi ne è responsabile? Che cosa è stato fatto dopo l’ultimo grande nubifragio e che cosa è ancora soltanto una riga in qualche piano?

Se esiste un piano complessivo, il Comune lo presenti in modo comprensibile anche a chi non ha una laurea in idrologia.

Non ci serve un’altra brochure con la fotografia del mare al tramonto. Ci serve un elenco: luogo, problema, intervento, costo, scadenza e responsabile.

Gli ultimi eventi non sono una scena isolata. Il sentiero pedonale tra Pirano e Fiesso è chiuso fino a nuovo avviso a causa del terreno impregnato d’acqua e instabile. Nel centro storico è crollato il tetto di un edificio residenziale. Per venerdì l’ARSO avverte nuovamente del rischio di rovesci, della rapida crescita dei corsi d’acqua torrentizi e della possibilità di allagamenti dovuti alle acque meteoriche.

Ognuna di queste vicende ha una propria causa. Non sarebbe corretto costringerle in un’unica spiegazione o cercare in anticipo un colpevole.

Insieme, tuttavia, mostrano qualcosa di importante: un comune costruito tra il mare, pendii ripidi, edifici antichi e un tessuto urbano denso non può permettersi la prevenzione soltanto quando il tempo è bello.

La resilienza climatica non è un’espressione da conferenza. È la risposta a domande molto quotidiane: l’acqua defluirà, il pendio reggerà, la strada sarà percorribile e una persona potrà tornare a casa in sicurezza dopo il nubifragio?

Anche questo dovrebbe diventare un tema elettorale.

Non sotto forma della promessa che non ci saranno più allagamenti. Una promessa simile sarebbe poco seria. I candidati dovrebbero dire quali punti critici sistemerebbero per primi, quanto costerebbe, con quali risorse finanzierebbero gli interventi e in quale termine potrebbero essere realizzati.

L’acqua, infatti, non ha colore politico.

Il conto dei danni, invece, lo assume molto rapidamente.

Il prossimo nubifragio metterà nuovamente alla prova gli scarichi, le stazioni di pompaggio, i versanti e la preparazione dei servizi. Soprattutto, verificherà se abbiamo imparato qualcosa dall’ultimo.

Quando i sacchi di sabbia non bastano più, infatti, non è il momento di aggiungere altri sacchi.

È il momento di avere un piano.

Fonti e nota redazionale

  • [Resoconto delle alluvioni e degli interventi](https://vecer.com/slovenija/poplave-video-piran-portoroz-10426702)
  • [Comune di Pirano: chiuso per pericolo il sentiero pedonale tra Pirano e Fiesso](https://www.piran.si/objava/1376995)
  • [ARSO: allerta regionale per la Slovenia sud-occidentale](https://meteo.arso.gov.si/uploads/probase/www/warning/text/sl/bundle/warning_all_SLOVENIA_SOUTH-WEST_d4.html)

I fatti verificabili relativi ai nubifragi, agli allagamenti, alla chiusura del sentiero e all’allerta meteorologica provengono dalle fonti indicate. Le valutazioni sulla prevenzione, sulla responsabilità pubblica e sulle aspettative nei confronti dell’amministrazione comunale e dei candidati costituiscono un commento redazionale.