Piran odloča – Pirano sceglie 2026

COMMENTO DEL GIORNO · FONTI + VOCE DEI CITTADINI + ANALISI

Regole cambiate alla vigilia: chi può decidere di Pirano?

Settantaquattro giorni prima delle elezioni locali è cambiata la risposta a una delle domande democratiche più elementari: chi può votare. Da oggi è in vigore la modifica della Legge sulle elezioni locali, lo ZLV-M. In base alla nuova disciplina, i cittadini di Paesi terzi con permesso di soggiorno permanente non hanno più il diritto di voto alle elezioni locali. Lo mantengono i cittadini della Repubblica di Slovenia e, alle condizioni previste dalla legge, i cittadini degli altri Stati membri dell’Unione europea.
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Settantaquattro giorni prima delle elezioni locali è cambiata la risposta a una delle domande democratiche più elementari: chi può votare. Da oggi è in vigore la modifica della Legge sulle elezioni locali, lo ZLV-M. In base alla nuova disciplina, i cittadini di Paesi terzi con permesso di soggiorno permanente non hanno più il diritto di voto alle elezioni locali. Lo mantengono i cittadini della Repubblica di Slovenia e, alle condizioni previste dalla legge, i cittadini degli altri Stati membri dell’Unione europea.

Non è un dettaglio tecnico riservato ai giuristi e alle commissioni elettorali. È il confine della comunità politica: chi può partecipare alla scelta del sindaco, del consiglio comunale e del consiglio della comunità locale nel luogo in cui vive, lavora, paga le imposte e utilizza i servizi pubblici.

L’Assemblea nazionale ha tracciato nuovamente questo confine. Finché la Corte costituzionale non deciderà eventualmente in modo diverso, la legge vigente deve essere rispettata e applicata. Ma rispettare il diritto in vigore non significa rinunciare alla domanda se il modo in cui vengono cambiate le regole elettorali sia democraticamente corretto.

Le elezioni non sono soltanto una data sul calendario. Sono un procedimento nel quale gli elettori devono sapere in anticipo se hanno diritto al voto e i candidati a quali condizioni possono partecipare. I comuni devono definire per tempo le circoscrizioni, le commissioni preparare le istruzioni, gli attori politici raccogliere firme valide e i sistemi amministrativi garantire registri elettorali corretti. Quando le regole cambiano alla vigilia dell’avvio delle operazioni elettorali, l’incertezza giuridica non rimane a Lubiana. Entra in ogni comune, anche a Pirano.

Lo ZLV-M non interviene soltanto sul diritto di voto dei cittadini di Paesi terzi. Per determinare i candidati ai consigli delle comunità locali richiede almeno dieci firme di elettori aventi diritto al voto. Consente inoltre nuovamente di creare più circoscrizioni all’interno delle comunità locali. Per le elezioni di quest’anno i comuni possono modificare gli atti pertinenti entro il 2 ottobre.

Ciò significa che a Pirano candidati e liste dovranno verificare due cose prima di raccogliere le firme: chi può sottoscrivere validamente il sostegno e in quale circoscrizione va preparata la candidatura. Ciò che valeva ieri oggi può non essere più sufficiente. E ciò che è scritto oggi in un atto comunale può ancora cambiare entro l’inizio di ottobre.

I sostenitori della modifica hanno il diritto di affermare che la nuova disciplina è più adeguata. Gli oppositori hanno il diritto di avvertire che la revoca di un diritto politico riconosciuto da molti anni solleva questioni costituzionali. Se la richiesta sarà presentata, deciderà la Corte costituzionale. Ma oltre alla domanda su chi abbia ragione, esiste anche quella sul momento in cui simili cambiamenti vengono adottati.

La democrazia ha bisogno di più di una maggioranza valida in Parlamento. Ha bisogno anche di prevedibilità. Quanto più ci avviciniamo al giorno del voto, tanto più forte dovrebbe essere la ragione per intervenire sulle regole elettorali fondamentali e tanto maggiore il dovere delle autorità di spiegare le conseguenze in modo chiaro, tempestivo e comprensibile a ogni elettore coinvolto.

A Pirano questo è particolarmente importante. Il Comune è linguisticamente, civicamente e socialmente plurale. Le persone escluse dalla nuova disciplina non hanno smesso da un giorno all’altro di essere vicini, colleghi, genitori di alunni delle scuole locali o utenti dello stesso spazio pubblico. La legge stabilisce chi può esprimere il voto. Non può cancellare il fatto che le conseguenze delle decisioni comunali ricadono su tutti i residenti.

Per questo le informazioni devono essere disponibili senza tifo politico e senza eufemismi. Chi non ha più il diritto di voto deve saperlo per tempo e senza ambiguità. Chi raccoglie le firme deve sapere quali sottoscrizioni sono valide. Chi si candida a un consiglio di comunità locale deve sapere se le circoscrizioni sono definitive. Comune e CEC devono pubblicare ogni modifica con sufficiente evidenza, affinché non resti nascosta in un atto giuridico che la maggioranza delle persone non leggerà mai.

L’annuncio di una richiesta di verifica costituzionale e di sospensione cautelare aumenta ulteriormente l’incertezza. Il portale non deve quindi prevedere la decisione della Corte. Deve pubblicare lo stato giuridico vigente, indicare la data della verifica e correggerlo immediatamente qualora la situazione cambi.

La democrazia non è soltanto voto; è anche fiducia nel fatto che le regole non vengano spostate durante la gara. Se vengono cambiate, il minimo che il pubblico può esigere è una chiarezza completa: chi ha preso la decisione, quando entra in vigore, su chi incide e che cosa ciascuno deve fare diversamente.

A Pirano decideremo il governo locale il 15 novembre. Fino ad allora il compito di un portale indipendente non è proclamare il vincitore della controversia giuridica o politica. È più semplice e più importante: fare in modo che nessuno resti senza l’informazione essenziale su chi può decidere e secondo quali regole.

Fonti per la verifica redazionale

  • ZLV-M, Gazzetta ufficiale della Repubblica di Slovenia, in vigore dal 2 settembre 2026
  • Testo consolidato vigente della Legge sulle elezioni locali, PISRS
  • Servizio STA/Regional Obala sull’entrata in vigore e sul ricorso costituzionale annunciato, 2 settembre 2026