Il dissenso politico è parte integrante della democrazia. Minacce, intimidazioni e scontri fisici non vi trovano posto. Questo vale per tutti, senza eccezioni di partito.
RegionalObala ha riferito oggi di un incidente all’inaugurazione della sede elettorale della Lista Andreja Korenike, il 7 ottobre a Lucia. Un visitatore sostiene che Roman Bažec abbia usato la forza fisica contro di lui e ha denunciato l’episodio alla polizia. La Lista respinge le accuse, affermando che non vi sia stato contatto fisico e che il visitatore se ne sia andato volontariamente. Sono versioni contrapposte, non responsabilità accertate.
Quanto è accaduto deve essere chiarito attraverso le prove. Nessuno schieramento politico può trasformare la propria interpretazione in una sentenza.
Ma per condannare con chiarezza la violenza non occorre attendere l’esito di un singolo caso.
UN INSULTO NON AUTORIZZA LA VIOLENZA
Una persona può esprimersi in modo offensivo, comportarsi in maniera inappropriata o interrompere un evento. Possiamo condannare questi comportamenti. Gli organizzatori devono poter garantire ordine e sicurezza.
Tuttavia, anche a un visitatore sgradito spettano dignità personale e integrità fisica. I suoi precedenti messaggi non possono, da soli, dimostrare quanto sia accaduto sul posto. Tanto meno possono giustificare un’eventuale violenza.
Vale anche il contrario: il malcontento verso il sindaco, una decisione comunale o una promessa non mantenuta non autorizza nessuno a minacciare un candidato, molestare i suoi collaboratori o ricorrere alla forza fisica.
OGNI violenza è INACCETTABILE. Anche quando la commette qualcuno con cui siamo politicamente d’accordo.
SERVE MAGGIORE AUTOCONTROLLO PROPRIO QUANDO È PIÙ DIFFICILE
Le elezioni aumentano la pressione. Ogni critica può cominciare a sembrare un attacco, ogni domanda una provocazione, ogni avversario un nemico personale.
Proprio per questo sono anche una prova di autocontrollo.
È legittimo aspettarsi che i candidati e le loro squadre riducano le tensioni. Che pongano limiti chiari ai propri sostenitori. Che sappiano dire: non lo permettiamo nemmeno in nostro nome.
Chi vuole amministrare il comune dovrà ascoltare anche chi non lo ha votato. Alcuni saranno arrabbiati. Altri sgradevoli. Qualcuno porrà una domanda in modo maldestro o aspro. La capacità di rispondere con calma fa parte della responsabilità di un incarico pubblico.
LA CRITICA DEVE RESTARE LIBERA
La condanna della violenza non deve diventare un comodo mezzo per mettere a tacere chi critica. Dobbiamo poter parlare del denaro comunale, del territorio, delle promesse e dell’operato dell’amministrazione con chiarezza, insistenza e anche durezza.
Al tempo stesso il dibattito politico richiede responsabilità verso i fatti. Un’accusa non verificata non diventa vera perché danneggia il nostro avversario. E un’accusa contestata non scompare perché a respingerla è un gruppo influente.
Per tutti devono valere gli stessi criteri: verifica delle affermazioni, possibilità di risposta e valutazione delle prove.
DOPO LE ELEZIONI SAREMO ANCORA VICINI DI CASA
La campagna finirà. Le persone resteranno. Si incontreranno per strada, nei negozi, davanti alla scuola e nel centro sanitario.
Perciò contano i rapporti che costruiamo oggi.
Condannare la violenza contro un avversario politico non significa sostenerne il programma. Significa conservare un limite che protegge anche noi.
Pirano ha bisogno di un dibattito in cui i cittadini abbiano il coraggio di fare domande e i candidati la capacità di rispondere. Senza paura, senza minacce e senza scontri.
Le elezioni decidono a chi affideremo il potere. Ma non autorizzano nessuno a perdere il rispetto per la persona.
Fonte del resoconto sull’incidente: RegionalObala, 12. 10. 2026 alle 17:47.
https://www.regionalobala.si/novica/bizarni-in-vulgarni-zapisi-na-facebooku-namenjeni-koreniki-povzrocil-incident-nato-pa-dogodek-prijav
