Il Battesimo del mare non è soltanto una manifestazione. Non è soltanto Nettuno, il corteo, il rito simbolico e alcune ore di vivace animazione in città. È qualcosa di molto più grande: una storia che Pirano racconta da decenni e che nessun altro può raccontare al posto suo.
Il 12 agosto di quest’anno il Ministero della Cultura ha iscritto il Battesimo del mare nel Registro del patrimonio culturale immateriale. Non è soltanto un riconoscimento agli organizzatori e alle generazioni di studenti che dal 1947 hanno custodito questa tradizione. È il riconoscimento dello Stato che Pirano possiede qualcosa di speciale, vivo e degno di essere preservato.
In un’epoca in cui le località turistiche finiscono spesso per assomigliarsi pericolosamente tra loro, un patrimonio simile non ha prezzo.
Quasi ogni città può ingaggiare un concerto. Un palco, un impianto audio, le luci e un artista famoso possono arrivare da altrove. Il Battesimo del mare, invece, non può essere semplicemente trasferito in un luogo qualsiasi. Il suo vero palcoscenico è formato da Pirano, dal mare, dalla scuola marittima e dalle generazioni di persone che lo hanno vissuto, creato insieme e tramandato.
Proprio per questo il suo valore è allo stesso tempo culturale, economico e politico.
Il valore culturale è il più evidente. Il Battesimo del mare unisce la gioventù, il mare, la scuola, la professione, il rito e la città. I giovani non sono soltanto spettatori del programma: diventano parte della storia. La tradizione non resta così imprigionata nella vetrina di un museo, ma vive, cambia e ogni anno trova una nuova generazione di custodi.
È questa l’essenza del patrimonio culturale immateriale: non tuteliamo soltanto un oggetto o un edificio, ma anche il sapere, la memoria, le consuetudini e il senso condiviso di appartenenza.
Il Battesimo del mare possiede anche un valore economico molto concreto. Oggi chi visita una località non cerca più soltanto un bel panorama, una buona cena e un letto vicino al mare. Cerca un’esperienza, una storia e un motivo per ricordare quel luogo. Soprattutto, cerca qualcosa che non possa trovare ovunque.
Una manifestazione locale autentica riempie le strade, i ristoranti, le strutture ricettive e i negozi. Attira visitatori anche al di fuori delle settimane estive più affollate. Crea fotografie, racconti e ricordi che viaggiano ben oltre i confini comunali. Se presentata con intelligenza, può diventare uno dei motivi riconoscibili per visitare Pirano.
Non è una spesa per la cultura. È un investimento nell’identità del luogo e nella sua economia.
E poi c’è il valore politico: non partitico, ma comunale e legato allo sviluppo.
Ogni Comune deve decidere che cosa vuole essere. Può limitarsi ad amministrare il territorio, rilasciare autorizzazioni, gestire i parcheggi e rattoppare le infrastrutture. Oppure può, oltre a tutto questo, costruire consapevolmente una comunità che sappia chi è, da dove viene e che cosa desidera conservare per le generazioni future.
Sostenere il patrimonio locale è quindi una scelta politica nel senso più bello della parola. Significa decidere che lo sviluppo di Pirano non si fonderà soltanto su nuovi metri quadrati, sul numero degli arrivi e sui record stagionali, ma anche sulla qualità della vita, sull’appartenenza e sul carattere della città.
Il Battesimo del mare dovrebbe essere uno stimolo a creare ancora più contenuti di questo tipo.
Pirano e i centri del suo entroterra possiedono abbastanza storie, usanze, saperi, sapori, mestieri, musica e ricordi da non dover imitare altri luoghi. Abbiamo bisogno di più eventi che nascano dall’ambiente locale. Più manifestazioni legate al mare, alle saline, alla pesca, all’olivicoltura, alla cucina istriana, al patrimonio veneziano, ai dialetti, alla musica e alla vita delle persone sulla costa.
Non abbiamo necessariamente bisogno di più manifestazioni soltanto per aumentare il numero delle voci in calendario. Abbiamo bisogno di più manifestazioni vere.
Manifestazioni nelle quali i residenti non siano soltanto quelli che devono spostare l’automobile per una chiusura stradale, ma ne diventino i coautori. Manifestazioni che coinvolgano scuole, associazioni, comunità locali, vecchi artigiani, pescatori, agricoltori, artisti e giovani. Manifestazioni al termine delle quali il visitatore non dica soltanto che è stato bello, ma di aver vissuto qualcosa di autenticamente piranese.
Il Comune svolge in questo un ruolo importante. Non perché debba organizzare tutto da solo, ma perché deve riconoscere le buone iniziative, metterle in relazione, offrire loro spazio e garantire un sostegno stabile. Le tradizioni autentiche non nascono da un solo bando e non sopravvivono passando da una voce di bilancio all’altra. Hanno bisogno di attenzione nel lungo periodo.
L’iscrizione del Battesimo del mare nel registro nazionale è quindi motivo di orgoglio, ma anche un invito a compiere il passo successivo.
Se siamo stati capaci di custodire per quasi ottant’anni una tradizione piranese e di condurla fino al riconoscimento nazionale, allora possiamo costruire intorno ad essa molto altro. Non uno spettacolo artificiale, ma il racconto sicuro di sé di una località capace di trasformare il proprio passato in futuro.
Nella competizione tra le città costiere, Pirano non vincerà diventando simile a tutte le altre. Vincerà quando diventerà ancora di più ciò che già è.
Pirano, dunque, non ha bisogno di meno tradizione e di più luccichio importato.
A Pirano serve più Pirano.
