Piran odloča – Pirano sceglie 2026

COMMENTO DEL GIORNO · FONTI + VOCE DEI CITTADINI + ANALISI

La costa non è una scenografia: a chi resta accessibile e come la proteggiamo?

Il commento di oggi considera la costa uno spazio comune: accesso pubblico, pressioni climatiche, tutela della natura e qualità della vita quotidiana dei residenti. Il punto di vista è volutamente diverso dall’analisi finanziaria di ieri.
COMMENTO DEL GIORNO
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La costa è lo spazio comune più prezioso del Comune di Pirano, ma non è illimitata. Nella stessa fascia ristretta si incontrano residenti, bagnanti, pescatori, ristorazione, alberghi, traffico, porti, natura ed eventi meteorologici sempre più estremi. Per questo l’accesso alle spiagge e al mare non è un tema turistico marginale: mostra come il Comune interpreta lo spazio pubblico e a chi lo destina nella pratica.

1. Che cosa indicano i segnali di oggi

Tra le notizie attuali compaiono la siccità e la riduzione dei raccolti nell’Istria slovena, la presenza particolarmente visibile di organismi marini a Fiesso e le questioni legate all’accessibilità della costa. Non sono la stessa storia, ma indicano un quadro comune: lo spazio costiero è fragile, fortemente sollecitato durante la stagione e dipende dall’acqua, dalla manutenzione e da una gestione ponderata.

I cittadini non vivono l’accessibilità attraverso i documenti strategici. La vivono attraverso un passaggio praticabile, l’ombra, una doccia funzionante, l’accesso per una sedia a rotelle, un ingresso sicuro in mare, la pulizia, il collegamento con l’autobus e la possibilità che la costa non diventi una sequenza di luoghi nei quali bisogna prima acquistare qualcosa.

2. L’accesso pubblico deve essere visibile e misurabile

Una costa formalmente pubblica non è necessariamente accessibile nella realtà. Il percorso può essere troppo stretto, ripido, interrotto, segnalato male o inutilizzabile per anziani, famiglie con passeggini e persone con disabilità. Il Comune dovrebbe quindi pubblicare una mappa semplice degli accessi pubblici e indicare per ciascuno lo stato, gli ostacoli, il gestore responsabile e la scadenza per eliminare le carenze.

Lo stesso vale per chiusure temporanee, terrazze, manifestazioni e altri usi. Un’eccezione può essere giustificata, ma deve restare tale: limitata nel tempo, motivata e accompagnata da un percorso pubblico sicuro.

3. Tutelare la natura non significa impedirne l’uso

Pressioni climatiche, siccità, caldo e cambiamenti nel mare richiedono più della pulizia stagionale. Servono dati sulla qualità e sul consumo dell’acqua, sullo stato degli habitat costieri, sull’ombra, sugli alberi e sulla resistenza delle infrastrutture a piogge intense e ondate di calore. Tutelare la natura non significa chiudere la costa alle persone; significa definire capacità e regole che mantengano lo spazio utilizzabile anche tra dieci anni.

Occorre inoltre distinguere chiaramente tra osservazione e pericolo. La presenza di organismi marini non deve diventare sensazionalismo: il pubblico ha bisogno di spiegazioni scientifiche comprensibili, indicazioni pratiche e dati aggiornati.

4. Chi riceve i benefici e chi sopporta il peso

Il turismo può finanziare manutenzione, lavoro e servizi, ma può anche portare ai residenti traffico, rumore, prezzi più alti e perdita di spazio. Una valutazione corretta non conta soltanto i pernottamenti: misura l’accesso dei residenti, l’uso durante tutto l’anno, la pressione sui singoli abitati e se una parte delle entrate ritorna proprio nei luoghi che sostengono le conseguenze.

Anche il denaro rimane parte del quadro, ma oggi non è il punto di vista principale. Prima va definito l’obiettivo pubblico: accessi continui, uso sicuro e inclusivo e miglioramento misurabile dello spazio. Solo dopo si può valutare quale intervento abbia senso e quanto possa costare.

5. La domanda della sera

Quali accessi pubblici al mare proteggerà stabilmente il Comune, come ne misurerà ogni anno la reale percorribilità e accessibilità e quali limiti ambientali resteranno vincolanti anche quando la pressione turistica sarà massima?

Non decidiamo al posto dei cittadini e non sosteniamo alcun candidato. Chiediamo però che la costa non venga trattata soltanto come cartolina o risorsa economica. È uno spazio comune nel quale si vede concretamente se la politica comunale sa collegare natura, accessibilità e vita quotidiana.