Piran odloča – Pirano sceglie 2026

GLOSSA CRITICA · TRASPARENZA E SILENZIO

Quando per ottenere una risposta deve intervenire il Commissario per l’informazione

Un logo nasce per comunicare qualcosa. È quindi piuttosto ironico che, nel caso della nuova identità grafica dell’Ente per il turismo Portorose, g. i. e., a comunicare più di tutto sia stato il silenzio.
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La nuova immagine c’è. Possiamo guardarla, apprezzarla, criticarla oppure limitarci ad alzare le spalle. I gusti sono diversi, ed è giusto che sia così.

Ma il cittadino interessato non ha chiesto se il nuovo marchio fosse bello.

Ha chiesto quanto sia costato, chi lo abbia realizzato, su quale base sia stato scelto l’esecutore e con quali fondi sia stato pagato il servizio.

Quattro domande del tutto normali. Nessuna richiede un critico d’arte, un convegno di designer o una riunione di emergenza. Servono soltanto quattro risposte chiare.

Secondo quanto dichiarato dal cittadino interessato, però, la risposta non è arrivata.

È stato quindi necessario l’intervento del Commissario per l’informazione della Repubblica di Slovenia, che ha invitato l’Ente per il turismo Portorose, g. i. e., a decidere sulla richiesta oppure a spiegare perché non lo abbia fatto entro il termine previsto.

A questo punto la vicenda assume contorni quasi grotteschi.

Per realizzare una nuova identità visiva sembrano sufficienti un esecutore, un incarico e del denaro. Per spiegare quanto sia costata servono invece una richiesta formale, un termine di legge, un ricorso e il Commissario per l’informazione della Repubblica di Slovenia.

Forse l’incarico era pienamente giustificato. Forse il prezzo era conveniente. Forse l’esecutore è stato scelto con attenzione e nel pieno rispetto delle regole. Forse non è stato utilizzato denaro pubblico.

Non lo sappiamo.

Ed è proprio questo il problema.

Il silenzio non dimostra che vi sia stata un’irregolarità. Crea però spazio per dubbi, voci e supposizioni, anche quando forse non ce ne sarebbe alcun motivo.

Se l’Ente per il turismo Portorose, g. i. e., ritiene che i dati richiesti non siano informazioni di carattere pubblico, dovrebbe adottare una decisione e motivarla. Se i dati sono pubblici, dovrebbe fornirli. Se sono già stati trasmessi, dovrebbe dirlo chiaramente e indicare quando e in quale modo.

Tutte e tre le possibilità sono comprensibili.

La quarta – il silenzio – non lo è.

Soprattutto per un’organizzazione il cui compito è comunicare. L’Ente per il turismo Portorose, g. i. e., presenta Portorose e Pirano al mondo, racconta la destinazione, ne costruisce l’immagine e ne rafforza la riconoscibilità.

Come può comunicare in modo convincente con il mondo se non riesce a rispondere a un cittadino del luogo?

Qualcuno potrebbe pensare che simili domande danneggino l’immagine della destinazione. Non sono le domande a danneggiarla. A danneggiarla è l’impressione che, per ottenere una risposta semplice, sia necessario avviare un procedimento ufficiale di ricorso.

La nuova identità grafica dovrebbe rafforzare la fiducia nella destinazione. Ma la fiducia non nasce dai colori, dai caratteri tipografici o da un simbolo ben riuscito.

La fiducia comincia da una risposta.

Quanto è costata la nuova identità grafica? Chi l’ha realizzata? Come è stato scelto l’esecutore? Con quali fondi è stata pagata?

Forse riceveremo presto queste risposte.

Fino ad allora, sul funzionamento dell’organizzazione dice più la risposta che il pubblico sta ancora aspettando che il suo nuovo marchio.

Fonti per la verifica redazionale

  • Lettera resa pubblica del Commissario per l’informazione della Repubblica di Slovenia
  • Richiesta di accesso alle informazioni di carattere pubblico presentata dal cittadino interessato
  • Comunicazione pubblica del cittadino interessato sull’andamento del procedimento