Piran odloča – Pirano sceglie 2026

COMMENTO DEL GIORNO · FONTI + VOCE DEI CITTADINI + ANALISI

Le elezioni non sono ancora partite. La campagna sì.

I termini elettorali ufficiali non sono ancora iniziati e la campagna prevista dalla legge è ancora lontana, ma la corsa politica piranese sembra avere già trovato una scorciatoia. Compaiono i candidati, si compongono gli appoggi, i sondaggi misurano gli umori e agli elettori mancano soprattutto i programmi.
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A Pirano le elezioni, ufficialmente, non sono ancora iniziate.

Il 7 settembre è il giorno dal quale inizieranno a decorrere i termini per gli adempimenti elettorali. Le elezioni si terranno il 15 novembre. La campagna elettorale prevista dalla legge può iniziare soltanto 30 giorni prima del voto.

Fino ad allora, dunque, la campagna non esiste.

Esistono soltanto candidature che non sono necessariamente candidature. Appoggi che sono già appoggi, anche se forse non ancora definitivi. Candidati che riflettono se confermare di stare riflettendo sulla candidatura. E sondaggi che chiedono chi voteremmo domani, anche se domani non si voterà.

In breve: la campagna non esiste.

Esiste però già quasi tutto il resto.

Il candidato non è ancora candidato, ma possiamo già misurarlo

La stagione preelettorale piranese è iniziata secondo la migliore tradizione politica locale: prima sono arrivati i nomi, poi le alleanze, quindi i sondaggi. I programmi dovrebbero arrivare non appena sarà chiaro quale programma piacerebbe di più agli elettori.

Alcuni hanno annunciato la candidatura. Altri dovrebbero farlo. Alcuni sono stati indicati dai partiti. Di alcuni si parla. Per alcuni si dice che si stia valutando il loro nome. Per altri si sta forse valutando se cominciare a parlarne.

Nel frattempo i cittadini possono già votare nei sondaggi online.

Il futuro politico di Pirano viene così misurato con il metodo scientifico chiamato «un clic per indirizzo IP». Il risultato non è rappresentativo, le candidature non sono definitive e la lista può cambiare, ma possiamo comunque proclamare il vincitore di elezioni che non hanno ancora tutti i candidati.

Se il risultato non è favorevole, naturalmente è soltanto un sondaggio online.

Se è favorevole, invece, il popolo ha parlato.

Il vicesindaco è quasi scelto. Manca soltanto il sindaco.

Sono già noti i primi sfidanti, gli appoggi politici e perfino le previsioni su chi, in caso di vittoria, potrebbe occupare la carica di vicesindaco.

È efficiente.

Perché aspettare che i cittadini eleggano il sindaco, se si può comporre in anticipo già metà dell'amministrazione comunale? In questo procedimento l'elettore viene inserito un poco più tardi, ma a novembre avrà comunque la sua occasione: potrà confermare ciò che la politica ha già assemblato oppure disturbare leggermente il piano delle nomine.

Nelle democrazie più serie i candidati presentano prima il programma, poi la squadra e infine chiedono la fiducia.

Da noi il procedimento può essere razionalizzato: prima si distribuiscono le funzioni, poi si cerca il sostegno e infine si scrive il programma che spiegherà perché proprio quella distribuzione sia stata fin dall'inizio la soluzione migliore per i cittadini.

Questo non si chiama mercanteggiamento.

Si chiama collaborazione per lo sviluppo del Comune.

Ogni inaugurazione è soltanto un'inaugurazione. Naturalmente.

Prima delle elezioni anche la vita comunale diventa insolitamente vivace.

Ciò che per tre anni era complicato diventa improvvisamente realizzabile. Ciò che era soltanto nel piano riceve una scadenza. Ciò che non aveva finanziamenti ottiene una soluzione progettuale. Ciò che veniva riparato lentamente comincia a essere inaugurato rapidamente. Nelle fotografie compaiono più sorrisi, sul territorio più visite e nei comunicati stampa sensibilmente più futuro.

Naturalmente nulla di tutto questo è campagna elettorale.

Il sindaco sta soltanto facendo il proprio lavoro. I consiglieri informano soltanto il pubblico. I partiti presentano soltanto le proprie posizioni. I possibili candidati si limitano a incontrare le persone. I sostenitori politici scoprono soltanto spontaneamente che proprio ora è arrivato il momento della persona che sostengono.

Se nello stesso momento compaiono un fotografo, un logo, uno slogan e una frase accuratamente scelta sul futuro di Pirano, si tratta con ogni probabilità di una coincidenza tra grafica e servizio pubblico.

La campagna inizierà soltanto in ottobre.

Fino ad allora assisteremo evidentemente soltanto alla sua anteprima molto dettagliata.

I programmi arriveranno quando il clima sarà abbastanza caldo

In tutto questo manca soltanto un dettaglio: il contenuto.

Chi dirà quanti alloggi comunali saranno costruiti ed entro quale anno? Chi presenterà un piano realistico per il traffico di Lucia, Portorose e Pirano? Chi dirà che cosa farà della stagione morta prima e dopo l'estate? Chi pubblicherà un programma con una valutazione finanziaria, invece di un elenco di bei desideri? Chi stabilirà obiettivi misurabili per le aziende pubbliche, l'accessibilità della costa, lo spazio pubblico, l'entroterra, lo sport, la cultura e i giovani?

E soprattutto: chi permetterà, fra quattro anni, di verificare che cosa abbia realizzato?

Per ora abbiamo molti nomi e poche risposte.

È comprensibile. Un nome si può pubblicare in una frase. Un programma serio richiede dati, calcoli, scadenze e il rischio sgradevole che qualcuno lo riapra fra quattro anni.

È molto più sicuro promettere «un nuovo slancio di sviluppo».

Lo slancio non ha prezzo, scadenza o metratura. Nessuno può fotografarlo incompiuto. Se i cittadini non lo percepiscono, si può spiegare che era sistemico, di lungo periodo e quindi, per il momento, invisibile a occhio nudo.

Che la campagna cominci, ma apertamente

La precoce attività politica non è di per sé un problema. La democrazia non ha bisogno di silenzio fino all'inizio ufficiale della campagna. È positivo che i candidati si presentino per tempo, che le idee si confrontino e che i cittadini abbiano tempo sufficiente per valutarle.

Il problema nasce quando la campagna è già in corso, ma tutti fingono che non esista.

Quando il potere si presenta come informazione neutrale, gli avversari come alternativa civile spontanea, le alleanze concordate come incontri casuali e la promozione politica come attenzione verso i cittadini.

Se qualcuno è candidato, lo dica chiaramente.

Se è sostenuto da partiti o liste, gli appoggi siano pubblici.

Se la squadra è già composta, la presenti.

Se promette progetti, pubblichi il valore, la scadenza, la fonte di finanziamento e la persona responsabile.

Se il sindaco in carica chiede un nuovo mandato, presenti prima il conto di quello precedente.

E se qualcuno non è ancora candidato, i media, i partiti e i sondaggi lo lascino per qualche giorno nel raro stato naturale di una persona che non si trova ancora sulla scheda elettorale.

Le elezioni a Pirano si terranno il 15 novembre. La campagna ufficiale durerà circa un mese.

Quella ufficiosa ha evidentemente già aperto il comitato elettorale, ordinato il caffè e prenotato il tavolo migliore.

Fino ad allora gli elettori possono fare qualcosa di politicamente quasi sovversivo: invece delle fotografie possono cominciare a chiedere numeri, invece degli slogan scadenze e invece dei nomi risposte.

Perché la campagna, davvero, non è ancora iniziata.

Soltanto i candidati, i sostenitori, i sondaggi, le combinazioni, le previsioni sulle nomine e il marketing politico sembrano non averlo ancora saputo.

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NOTA DELLA REDAZIONE

Il commento tratta in forma satirica le prime dinamiche preelettorali e le consuetudini politiche. Non sostiene che un singolo candidato, partito o lista abbia violato la legge e non esprime sostegno ad alcun candidato. Il portale applicherà a tutti i candidati gli stessi criteri di presentazione, verifica delle affermazioni e accesso alle domande di merito.